"I Frastornati", un meritato successo che cresce a vista d'occhio. L'intervista di Gabriele Perrini a Suprauponti

Meritato successo che cresce a vista d'occhio

[RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO] IL GRUPPO TEATRALE NATO APPENA DUE ANNI FA SI APPRESTA AD UN INTENSA ATTIVITA'. IL 27 AGOSTO IN PIAZZA CASTELLO.

Meritato successo che cresce a vista d'occhio

Il panorama teatrale ha visto imporsi negli ultimi due anni un nuovo gruppo. Si tratta della Compagnia Teatrale “I Frastornati”, che già al suo esordio in piazza Castello il 27 agosto 2014 registrò l’en plein del successo, grazie alla capacità di recuperare la tradizione della commedia popolare in vernacolo castelbuonese. Adesso “I Frastornati” hanno nuovi progetti che potrebbero far conoscere la propria Compagnia oltre le mura locali. Una prospettiva interessante di cui si è fatto promotore il fondatore e regista Gabriele Perrini. Lo abbiamo intervistato.

      

Quando e come nasce la Compagnia?

“La Compagnia Teatrale ‘I Frastornati’ nasce nel gennaio del 2014 dalla accesa passione dei componenti per il teatro popolare e la lingua dialettale. In merito a quest’ultima la promozione e la cura che ognuno di noi le riserva rappresentano il pilastro portante che motiva i nostri numerosi sforzi, l’aggregazione sociale e i rapporti amicali che ci legano indissolubilmente e che non sono affiancabili alla mera logica del profit. Indissolubilmente sì, perché prima di tutto la Compagnia è una grande famiglia, che io ho l’onore di guidare”.

 

Su quale criterio ti basi nella scelta degli attori?

“Bella domanda! (ride). La scelta finale di ogni personaggio è frutto di una ricerca minuziosa e critica condotta insieme a Gabriele Mazzola, che riveste il ruolo di direttore di scena all’interno della Compagnia Teatrale. Il potenziale, la briosità, il dialetto accompagnati dal valore umano sono gli aspetti che più attenzioniamo. Nessuno di noi è attore per professione, nessuno di noi è più bravo dell’altro. Ognuno ha proprietà e capacità diverse che permettono di interpretare personaggi diversi o assumere svariate sembianze. L’amalgama tra i giovani e gli adulti e l’affiancamento tra persone emergenti che non hanno mai calcato il palcoscenico, con gente, invece, che proviene da altri gruppi teatrali o da esperienze passate, è il favoloso meticciato di questo gruppo”.

 

Cosa ti ha spinto a scrivere commedie?

“Ho letto tantissimi testi teatrali e in questo ultimo anno ho fatto tantissime conoscenze con autori, registi ed altre compagnie. Il gruppo adesso possiede un vasto archivio. Il confronto con i colleghi delle compagnie del territorio è importante perché mi permette di capire come concepire i feedback necessari tra attori e pubblico. Nel febbraio 2014 ho scritto Iammu ppi ffùttiri e ffuommu ffuttuti, commedia che si avvicinava notevolmente all’humor inglese. Lo scambio di coppia, il tradimento, il velato sarcasmo e l’equivoco la caratterizzano. Ho potuto notare, con grande piacere, che il numeroso pubblico ha apprezzato e accolto l’intero plot. Di tutt’altro timbro è la commedia L’erva tinta un mori mai, concepita nel 2015, grazie alla produttiva presenza di Stefania Gentile, alla quale una semplice lode, oggi, non basterebbe per ricompensare tutto il lavoro, in concertazione, durato sei mesi. L’obiettivo è stato quello di avvicinare lo spettatore alla commedia fino al punto da sentirsi parte integrante della stessa. Abbiamo messo in scena le dinamiche familiari che interessano tutti noi nella quotidianità, quali l’invadenza della suocera nell’intimità del genero, i diverbi tra marito e moglie e i primi amori adolescenziali con le difficoltà della coppia genitoriale. Particolare rilievo assume nel testo il divario sociale tra ricchi e poveri in un’epoca nella quale si venera il ‘dio denaro’ e, per aver successo, occorre la ricchezza. Ma la vera ricchezza sono i principi e i valori, fondanti la famiglia, che ognuno di noi coltiva. Penso sia stata una grandissima scommessa che alla fine abbiamo vinto!”.

 

Qualche aneddoto particolare?

“Ve ne racconto uno. È avvenuto nel 2014, mentre era in scena la commedia Iammu ppi ffùttiri e ffuommu ffuttuti. Alla fine del secondo atto era previsto che mi mettessi dentro una bara. E così, dopo esservi entrato, i due becchini misero il coperchio. Intanto gli altri attori hanno proseguito con le ultime battute, il sipario si è chiuso e sono usciti tutti di scena per cambiarsi in previsione del terzo atto. Passano cinque, dieci minuti, ma nessuno apre la bara. Ero completamente isolato, non sentivo nulla tranne i piedi sbattere sul pavimento del palcoscenico. Penso: magari qualcuno ha dimenticato qualche battuta o è successo qualcosa e la scena si è prolungata?!? Aspetto ancora, ma niente! Poi tutto ad un tratto, aprono! Si erano proprio dimenticati di me! (ride)”. 

 

Una domanda provocatoria. Cosa ne pensi del caos in piazza Castello la scorsa estate?

“Gradirei non entrare nello specifico poiché come gruppo abbiamo deciso di non esporci, in quanto ci riteniamo completamente estranei alla vicenda e parte offesa. Ho però potuto notare, dal confronto con i nostri compaesani, che un aspetto in particolare risulta poco chiaro, quale la gestione delle sedie. Vorrei ribadire che quest’ultima, non essendo a carico della Compagnia, non genera alcun profitto alla stessa. Mi auspico che già dalla prossima stagione teatrale le sedie come l’accesso alla piazza siano completamente gratuite, perché essendo una manifestazione inserita in un calendario estivo comunale debba dare ad ogni singolo cittadino la possibilità di parteciparvi. Della serie: ‘cu arriva u primi s’assetta’. Ci batteremo affinché ciò vada in porto”.

 

Quindi avete qualcosa in cantiere?

“Sì, certo. Porteremo in scena una commedia d’autore molto conosciuta e tra le più apprezzate. Il testo, inoltre, è stato traslato dal dialetto catanese a quello castelbuonese e rivisitato leggermente nei personaggi e nelle scene riadattandolo al meglio alle nostre esigenze”.

 

Prospettive per il futuro?

“Tantissime. Innanzitutto ci piacerebbe che la nostra commedia diventasse un appuntamento piacevole e duraturo nel tempo per castelbuonesi e non. Per noi ogni spettacolo non dovrà essere un punto di arrivo bensì un punto di partenza. Abbiamo creato una pagina Facebook e un sito internet per chiunque volesse seguirci più da vicino e rivivere i momenti salienti delle nostre precedenti performances. Colgo l’occasione per invitarvi a visitare il sito web all’indirizzo www.compagniateatraleifrastornati.jimdo.com. Abbiamo, inoltre, ricevuto numerose proposte di rappresentazione da parte di alcuni paesi madoniti e di partecipazione ad una rassegna teatrale nel palermitano. La nostra stagione teatrale si aprirà giovedì 18 agosto con la partecipazione alla Rassegna ‘Premio Teatro Dialettale Città di Roccapalumba’. Seguirà: mercoledì 24 agosto a Finale di Pollina. Chiuderemo sabato 27 agosto a Castelbuono. Vi aspettiamo numerosi, non mancate!”.